44 Vola colomba...


…bianca vola! 
Ehhhhhh, quest'anno la colomba se n'è davvero volata…via! 
Come il tempo che giorno dopo giorno sembra sfuggirmi sempre più di mano. 
La verità è che dopo un'indigestione di panettone, panettone e ancora panettone, fagocitata da ritmi che mi stanno prosciugando le energie fino all'osso, non ho avuto davvero la forza di metter mano ad un dolce tanto impegnativo e che sempre mi riserva qualche "sorpresa". 
Tanto per tenere alta l'adrenalina! 
Così quest'anno, a malincuore, a casa Calimero sarà una Pasqua senza colomba ed una Pasqua senza schiacciata, ma non per questo meno golosa. 
Non potevo certo lasciarvi a bocca asciutta per l'occasione e, se è vero come è vero che la Pasqua è anche la festa del cioccolato, che ve ne pare di una bella torta cioccolatosa? 
Io dico che ci sta, e voi? 
Nulla vieta, volendo, di cuocerla in un bello stampo da colomba, tanto per "salvare" l’apparenza della tradizione ;) 
Se però vi è rimasto il pallino della colomba "vera" nella testa, potete sempre dare un'occhiata qui, qui e ancora qui per gli sprovvisti di LM. 
Ma ora pronti a leccarvi le dita sporche di cioccolato? 
Let’s go…

98 Why?

 

Ci sono giorni in cui la mia mente si affolla di "perché". 
"Perché" che si susseguono a ruota, uno dietro l'altro. 
"Perché" che nella maggior parte dei casi restano così, senza riposta. 
"Perché" che…fanno male! 
Perché quando a soffrire è un bambino, io STO male. 
E se ad essere coinvolto è qualcuno che conosco, sto male il doppio. 
Perché ci sono donne che "sfornano" figli come conigli e donne che devono fare salti mortali per vedere realizzato quel sogno di maternità che dovrebbe, a ragione, essere un diritto? 
Perché quando quel sogno sembra essersi materializzato e ti pare di toccare finalmente il cielo con un dito, la porta dell'inferno è lì ad attenderti appena dietro l'angolo, pronta a spalancarsi e a risucchiarti dentro? 
Perché nascere a soli 5 mesi? 
Perché oltre alla prospettiva di un lungo lunghissimo interminabile periodo in incubatrice, anche la necessità di un intervento al cuore che possa regalarti una speranza di vita? 
Se penso a quell'esserino "invisibile", al suo minuscolo cuoricino quasi sicuramente più piccolo di quello di un pollo, a quelle mani che lo avranno davanti nel tentativo di renderlo sano, io…ho i brividi! 
PERCHÉ
Perché non c'è giustizia a questo mondo? 
Mamma mi ha raccontato più di una volta di una sua ex compagna di scuola nata anche lei di 5 mesi. 
Ai tempi in cui le incubatrici erano forse solo nell'immaginario, custodivano quella minuscola creatura in una scatola di scarpe foderata di lana, accanto al camino acceso, nella speranza che potesse continuare a crescere come nel tepore del ventre materno. 
Il miracolo dell'amore fece sì che quella minuscola creatura divenisse la più "grande" di quattro fratelli, una colonna di donna da far invidia. 
Lotta e combatti con tutta la forza che hai piccolina. 
NON mollare! 
Che quel miracolo d'amore si ripeta per te, perchè un giorno tu possa "mangiare spaghetti" sulla testa riccioluta della tua mamma e possiate ridere e scherzare insieme, in barba alla sofferenza di oggi. 
Questa pasta la conservo per te…un giorno…

101 Si può dare di più!


In questa notte di venerdì 
perché non dormi perché sei qui 
perché non parti per un week-end 
che ti riporti dentro di te 
Cosa ti manca cosa non hai 
cos'é che insegui se non lo sai 
se la tua corsa finisse qui 
forse sarebbe meglio cosi 
Ma se afferri un'idea 
che ti apre una via 
e la tieni con te o ne segui la scia 
risalendo vedrai quanti cadono giù 
e per loro tu poi fare di più
...
Si può dare di più perché é dentro di noi 
si può dare di più senza essere eroi 
come fare non so non lo sai neanche tu 
ma di certo si può...dare di più 
...  
Come fare non so non lo sai neanche tu 
ma di certo si può...dare di più 
[Si può dare di più – Morandi, Ruggeri, Tozzi] 

Così cantavano Morandi-Ruggeri-Tozzi nel lontano 1987! 
Quanto tempo è passato da allora ma "the truth is timeless". 
La verità è senza tempo e la verità è che quando ti rendi conto di stare già facendo bene, arriva un momento in cui cerchi qualcosa di più. 
Ti rendi conto che vuoi e puoi fare di più. 
Ed è questo abbiamo cercato noi di Threef: dare di più
Per farlo abbiamo deciso di concederci un ulteriore mese, saltando quello che avrebbe dovuto essere l'appuntamento di Febbraio, così da arricchire il nostro lavoro e renderlo ancora più piacevole e gradito a voi tutti che ci seguite con tanto affetto. 
Una nuova veste, una nuova grafica, piccole sorprese sparse qua e là: questo sarà il nostro meglio per un appuntamento che da questo numero diverrà trimestrale e che ci auguriamo continuerà ad appassionarvi come è stato fino ad ora. 
E magari anche di più :) 


Ad accompagnarvi dolcemente tra le pagine del numero 5 di Threef, in un percorso "trait d'union" tra gli ultimi scorci d'inverno e le prime avvisaglie di primavera, vi lascio un soffice e profumatissimo plum cake. 
Troppo tempo passato dall'ultimo e dopo una lungo intervallo biscottifero direi che ci sta tutto. 
E giacchè si può dare di più, ve lo propongo anche bigusto, perché "two is mejo che one", non vi pare? 
Buona lettura

147 Come si cambia!


Un pomeriggio della vita ad aspettare che qualcosa voli 
a indovinare il viso di qualcuno che ti passa accanto 
Tornare indietro un anno, un giorno, per vedere se per caso c'era 
e sentire in fondo al cuore 
un suono di cemento 
mentre ho già cambiato uomo un'altra volta 
Come si cambia 
per non morire 
come si cambia per amore 
come si cambia per non soffrire 
come si cambia per ricominciare 
Con gli occhi verdi e brillantina 
sento il duemila certo che verrà 
agile la pioggia sopra le mie spalle nude 
E dentro un taxi nella notte avere freddo e non sapere dove 
sopra un letto di bottiglie rotte strapazzarsi il cuore 
e giocare a innamorarsi come prima 
Come si cambia per non morire
come si cambia per amore 
come si cambia per non soffrire 
come si cambia per ricominciare 
Quante luci dentro ho già spento 
quante volte gli occhi hanno pianto 
quante mie incertezze ho già perso, oh no... 
Come si cambia per non morire
come si cambia per amore
come si cambia per non soffrire
come si cambia per ricominciare
Sentire il soffio della vita su questo letto che fra poco vola 
toccarti il cuore con le dita e non aver paura 
di capire che domani è un altro giorno 
Come si cambia per non morire 
come si cambia per amore 
come si cambia per non soffrire 
come si cambia per ricominciare... 
[Come si cambia - F. Mannoia] 

Come si cambia negli anni. 
Quanto si cambia! 
E non per quelle piccole rughe che nel frattempo sono comparse ad incorniciarmi gli occhi. 
Ci sono situazioni in cui ho l'impressione di non riconoscermi. 
Nuove consapevolezze oggi ma allo stesso tempo tanta fragilità e tanta insicurezza in più, sempre più "paura" del futuro. 
A volte mi viene persino il dubbio se fra qualche anno ancora riuscirò sempre a "camminare" da sola! 
Come si cambia...e come cambiano anche i gusti. 
Almeno questo non l'avrei mai detto. 
Io che non ho mai amato i canditi. 
Io che ho sempre ripulito fino all'ultimo micro pezzetto di scorza, le fette di panettone e/o di colomba. 
Io proprio io che...canditi vade retro... 
Ecco, io mi faccio venire la brillante idea di farli in casa da me! 
Così, tanto per impegnare un po' di tempo durante le vacanze di Natale e sperimentare qualcosa di nuovo. 
E fin qui potrei non stupirmi più di tanto. 
Non sarebbe la prima volta che cedo alla tentazione di preparare qualcosa che (in teoria) non mi piace, solo per pura curiosità. 
Ma...c'è un ma! 
Non avevo considerato che tra i canditi comprati e quelli homemade c'è di mezzo il mare e puoi tanto odiare i primi quanto rischiare di innamorarti dei secondi. 
Se poi ci metti a ruota anche le fette di arancia candite, "nature" o trasformate in pasta aromatica per panettone, ecco fatto il patatrac! 
Teresa, se per caso non te lo avessi già detto in pvt, sappi che hai causato una sorta di dipendenza compulsiva da quella cremina setosa, leggera e profumatissima che sta diventando presenza fissa e costante nel mio frigo ​c​ome pure dei miei dolci. 
E non solo! 
E lo credereste? 
Quasi quasi comincio ad apprezzare anche la sac à poche!
Sta' a vedere che a breve riuscirò a farci pace come con la sparabiscotti...forse :)) 
In quanto a manualità di strada ne ho da fare ancora parecchia ma rispetto al primo "tentativo krumiro" un qualche miglioramento di forma si nota...o no?

108 Beati gli ultimi...



...perché saranno i primi! 
O forse stavolta sarebbe meglio dire: poveri i primi perché saranno gli ultimi :))) 
Lo so, l'Epifania tutte le feste se le porta via e la simpatica vecchina già da diversi giorni ha fatto fagotto e ci ha salutato con un "arrivederci". 
Ma che volete farci se nel suo frettoloso fuggi fuggi ha perso dalla calza un ultimo panettone? 
Ed io certo non potevo tenerlo tutto per me e finirlo da sola! 
No eh...non ci siete caduti vero...nella storiella della Befana sbadata che lascia panettoni per la strada! 
Ok, prometto che questo è l'ultimo, poi me ne torno buona buona a sfornar biscotti :) 
Vi avevo detto che per le feste da poco passate mi era presa la "panettonite acuta" ed il mio primo panettone non ho avuto cuore di rimandarlo fino al prossimo Natale. 
D'altra parte non è certo stata colpa sua se l'1 Novembre la sciagurata sottoscritta a tutto pensava fuorché scattare foto in atmosfera natalizia ed è finito così sorpassato da un compagno più fortunato
Ma in realtà, è da questo signorino qui che ha preso il via la produzione 2013, il mio primo "Giorilli" inconsapevolmente "istigato" da lei, finora il più apprezzato dalla talpa, quello che più di tutti mi ha tenuta col fiato sospeso, vuoi perchè l'apripista dopo un anno di astinenza, vuoi per un "piccolo" incidente di percorso che per lunghi interminabili momenti me l'ha fatto dare per spacciato nella pattumiera. 
Ma senza rischio che gusto c'è? 
In fin dei conti, quella volta della colomba fu anche peggio! 
Son maestra ormai nel complicarmi la vita :)) 
Poi forse, qualche buona stella da lassù, mossa a compassione, ci ha messo una buona parola e come per magia ecco che il "panetùn" ha cominciato a prendere forma, lievitando pian pianino fino ad arrivare quasi al bordo dello stampo per poi esplodere in cottura con la sua cupola, in barba alla sottoscritta che, seduta davanti allo sportello del forno, con le gambe accavallate, i gomiti puntati sulle ginocchia ed il viso tra le mani, continuava a ripetere tra sè e sè: 
tantononcresce-tantononcresce-tantononcresce!!! 
E meno male che non cresceva! 
Dopo due giorni di ansia e trepidazione quella capocchia, pur con tutti i suoi difetti, mi è sembrata la cosa più bella che fosse mai uscita fuori dal mio forno. Tanto lunga l'attesa, ultra veloce la sparizione. 
Ma una fettina l'ho conservata tutta per voi. 
E' lì che vi aspetta, soffice soffice... 
Chi sarà il primo ad aggiudicarsela?